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Papiro di laurea: come farlo, cosa scrivere e come raccogliere le rime

Il papiro di laurea è il manifesto goliardico che gli amici preparano per chi si è appena laureato: una caricatura in alto, sotto una lunga storia in rima che racconta, con pochissima pietà, gli anni di università del festeggiato. Lo si appende fuori dall'ateneo o alla festa, e in molte città il neodottore lo legge ad alta voce davanti a tutti. In alcune città universitarie è quasi un obbligo, in altre si vede meno, ma ormai lo si incontra un po' in tutta Italia. Qui trovi cosa scriverci, come far tornare le rime e come raccogliere i contributi di tutti prima della proclamazione.

Cosa c'è su un papiro

Non esiste un modello ufficiale, ma quasi tutti i papiri hanno gli stessi pezzi. In alto il titolo, «Dottore» o «Dottoressa», il nome e il corso di laurea, spesso storpiato con affetto. Poi il disegno: una caricatura del festeggiato, a volte vestito da qualcosa che c'entra con la tesi o con una sua fissazione. Il corpo è la biografia in rima, divisa in strofe, dalla nascita (o dall'immatricolazione) fino al giorno della laurea. In fondo la data della seduta e le firme, o i soprannomi, di chi l'ha scritto.

Chi lo scrive e quando cominciare

Di solito se ne occupano i compagni di corso o gli amici più stretti, con qualche aneddoto passato sottobanco da genitori e fratelli. Il lavoro vero sta nel raccogliere le storie: chi c'era alla festa del primo anno, chi sa dell'esame dato tre volte. Conviene partire due o tre settimane prima della seduta. Una settimana basta per scrivere, ma non per aspettare che tutti rispondano.

Come far tornare le rime

  • Scegli uno schema e tienilo: le quartine a rima baciata (AABB) sono le più facili da leggere ad alta voce e da scrivere a più mani.
  • Un episodio per strofa. Se una strofa racconta due cose, chi legge si perde e la battuta non arriva.
  • Nomi propri, luoghi e date concreti fanno ridere molto più degli aggettivi: «l'aula B al terzo piano» è meglio di «quella lezione noiosa».
  • Le rime facili vanno bene. Il papiro si legge una volta, in piedi, con un bicchiere in mano: nessuno conta le sillabe.
  • Chiudi con una strofa affettuosa: dopo una pagina di prese in giro, un augurio sincero ci sta.

Qualche strofa da cui partire

Esempi da adattare, scritti apposta per questa guida. Cambia nomi, esami e città.

  • «Arrivò a Padova con la valigia e un sogno, / di libri e di caffè aveva un gran bisogno. / Tre anni dopo il sogno era ancora lì: / gli esami rimandati a un altro lunedì.»
  • «Statistica la prese come un'offesa personale, / la diede tre volte, e ogni volta finì male. / Alla quarta il prof, con aria sfinita, / le mise diciotto e disse: “Vada, è finita.”»
  • «In biblioteca aveva il posto assegnato, / alle nove già seduto, il libro spalancato. / Alle dieci il caffè, a mezzogiorno il panino: / la tesi la scrisse alle tre del mattino.»
  • «La corona d'alloro ti pende sulla testa, / ma dopo tanti esami ti meriti una festa. / Per mesi ci hai detto: “Non ce la farò mai!”; / adesso offri da bere, che il titolo ce l'hai.»

Cosa non scrivere

Il papiro resta appeso dove passano sconosciuti, e la festa la fotografano tutti. Le prese in giro funzionano quando ride anche il festeggiato. Lascia fuori le ex e gli ex con nome e cognome, le questioni di salute, i soldi e tutto quello che lui o lei ti ha raccontato in confidenza. Lo stesso vale per i professori: una battuta sul relatore ci sta, un insulto con nome e cognome affisso davanti al dipartimento no. Se hai un dubbio su una strofa, chiedi a un amico comune. Se esita, toglila.

Un invito digitale con conferma di presenza e, dopo la festa, le foto e gli auguri di tutti in un solo posto.

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Raccogliere le rime da tutti: tre modi

Il problema dei papiri scritti a più mani è sempre lo stesso: le strofe arrivano in ordine sparso, metà nel gruppo WhatsApp (dove a volte c'è anche il festeggiato), metà a voce, e qualcuno manda un vocale di quattro minuti invece di quattro versi.

Tre modi per raccogliere le strofe del papiro di laurea
ModoCome funzionaProContro
Gruppo WhatsApp senza il festeggiatoOgnuno scrive in chat, uno di voi copia e impaginaGratis, lo usano tuttiLe strofe si perdono tra i messaggi e prima o poi qualcuno ne parla nel gruppo sbagliato
Documento condivisoUn file condiviso, ognuno aggiunge la sua parteOrdinato, si corregge insiemeSe lo condividi con un link aperto, chi lo riceve vede e modifica tutto; i parenti più grandi fanno fatica a usarlo dal telefono
Papiro digitale nell'invito della festaGli invitati scrivono la strofa sulla pagina dell'invito, tu approvi e stampiArriva tutto in un posto, decidi tu cosa entraServe aver fatto l'invito digitale della festa

Il papiro digitale di My Wedding Memories

Se l'invito alla festa di laurea lo fai con noi, sulla stessa pagina in cui amici e parenti confermano la presenza c'è anche il papiro. Ognuno scrive il proprio nome e una strofa o un ricordo, fino a 280 caratteri e sei righe, senza app e senza creare un account. Le strofe non compaiono subito: arrivano nel pannello di chi ha creato l'invito, che decide quali approvare e quali nascondere, così la battuta sull'ex non finisce sul papiro. Se la festa la organizzano gli amici o i genitori, la sorpresa resta intatta; se l'invito lo fai tu che ti laurei, le strofe le leggi prima degli altri: se vuoi la sorpresa, lascia che sia un amico a creare l'invito e a gestire il papiro. Quando sei pronto scegli uno dei tre modelli, aggiungi una foto o la caricatura, il titolo di Dottore o Dottoressa e la corona d'alloro, e lo stampi o lo salvi in PDF in A3 o in A2 da portare in copisteria. Se le strofe approvate sono tante, sul manifesto non entrano tutte: scegli tu quali tenere. Il papiro è compreso nel prezzo del pacchetto della festa di laurea, che si paga una volta sola.

Invito alla festa di laurea con papiro digitale

Stampa: formato e carta

Il papiro si legge da lontano: per appenderlo parti dall'A2 (42 × 59,4 cm) e controlla quanto è fitto il testo, mentre l'A3 è comodo se lo vuoi incorniciare dopo. In copisteria puoi chiedere anche formati più grandi. In copisteria chiedi carta opaca e non troppo sottile, così non si strappa al primo colpo di nastro adesivo e si legge anche sotto le luci del locale. Fai stampare una copia in più: una finisce quasi sempre bagnata di prosecco.

Dove appenderlo e la lettura

In molte città il papiro si attacca fuori dalla sede della laurea subito dopo la proclamazione, e il neodottore lo legge davanti a parenti e amici, tra cori e risate. Prima di presentarti con colla e nastro, però, chiedi: alcune sedi non permettono di affiggere nulla sui muri, e in quel caso si appende alla festa o a casa. La lettura funziona meglio se il papiro non è troppo lungo. Quindici, venti strofe sono già tante da leggere tutte d'un fiato.

Domande frequenti

Cos'è il papiro di laurea?

Un manifesto goliardico con la caricatura del neolaureato e una sua biografia in rima, scritta da amici e compagni di corso. Si consegna o si appende dopo la proclamazione, e spesso il festeggiato lo legge ad alta voce.

Chi prepara il papiro di laurea?

Di solito gli amici e i compagni di corso, con aneddoti raccolti anche da genitori e fratelli. Il festeggiato non deve vederlo prima della lettura.

Quanto deve essere lungo un papiro?

Quindici o venti strofe di quattro versi bastano. Più lungo diventa faticoso da leggere ad alta voce e le battute migliori si perdono.

In che formato si stampa?

In genere A2 per appenderlo, A3 se lo si vuole incorniciare. Meglio carta opaca e un po' spessa.

Si possono raccogliere le strofe degli invitati online?

Sì. Con il papiro digitale nell'invito della festa di laurea gli invitati scrivono la loro strofa dal telefono, tu approvi quelle da stampare e scarichi il manifesto in A3 o A2.

Invito, conferme e le foto della famiglia in un solo link

Creare l'invito e vedere l'anteprima è gratis; paghi una sola volta quando vuoi inviare il link agli invitati.

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