Cosa c'è su un papiro
Non esiste un modello ufficiale, ma quasi tutti i papiri hanno gli stessi pezzi. In alto il titolo, «Dottore» o «Dottoressa», il nome e il corso di laurea, spesso storpiato con affetto. Poi il disegno: una caricatura del festeggiato, a volte vestito da qualcosa che c'entra con la tesi o con una sua fissazione. Il corpo è la biografia in rima, divisa in strofe, dalla nascita (o dall'immatricolazione) fino al giorno della laurea. In fondo la data della seduta e le firme, o i soprannomi, di chi l'ha scritto.
Chi lo scrive e quando cominciare
Di solito se ne occupano i compagni di corso o gli amici più stretti, con qualche aneddoto passato sottobanco da genitori e fratelli. Il lavoro vero sta nel raccogliere le storie: chi c'era alla festa del primo anno, chi sa dell'esame dato tre volte. Conviene partire due o tre settimane prima della seduta. Una settimana basta per scrivere, ma non per aspettare che tutti rispondano.
Come far tornare le rime
- Scegli uno schema e tienilo: le quartine a rima baciata (AABB) sono le più facili da leggere ad alta voce e da scrivere a più mani.
- Un episodio per strofa. Se una strofa racconta due cose, chi legge si perde e la battuta non arriva.
- Nomi propri, luoghi e date concreti fanno ridere molto più degli aggettivi: «l'aula B al terzo piano» è meglio di «quella lezione noiosa».
- Le rime facili vanno bene. Il papiro si legge una volta, in piedi, con un bicchiere in mano: nessuno conta le sillabe.
- Chiudi con una strofa affettuosa: dopo una pagina di prese in giro, un augurio sincero ci sta.
Qualche strofa da cui partire
Esempi da adattare, scritti apposta per questa guida. Cambia nomi, esami e città.
- «Arrivò a Padova con la valigia e un sogno, / di libri e di caffè aveva un gran bisogno. / Tre anni dopo il sogno era ancora lì: / gli esami rimandati a un altro lunedì.»
- «Statistica la prese come un'offesa personale, / la diede tre volte, e ogni volta finì male. / Alla quarta il prof, con aria sfinita, / le mise diciotto e disse: “Vada, è finita.”»
- «In biblioteca aveva il posto assegnato, / alle nove già seduto, il libro spalancato. / Alle dieci il caffè, a mezzogiorno il panino: / la tesi la scrisse alle tre del mattino.»
- «La corona d'alloro ti pende sulla testa, / ma dopo tanti esami ti meriti una festa. / Per mesi ci hai detto: “Non ce la farò mai!”; / adesso offri da bere, che il titolo ce l'hai.»
Cosa non scrivere
Il papiro resta appeso dove passano sconosciuti, e la festa la fotografano tutti. Le prese in giro funzionano quando ride anche il festeggiato. Lascia fuori le ex e gli ex con nome e cognome, le questioni di salute, i soldi e tutto quello che lui o lei ti ha raccontato in confidenza. Lo stesso vale per i professori: una battuta sul relatore ci sta, un insulto con nome e cognome affisso davanti al dipartimento no. Se hai un dubbio su una strofa, chiedi a un amico comune. Se esita, toglila.
Un invito digitale con conferma di presenza e, dopo la festa, le foto e gli auguri di tutti in un solo posto.
Crea l'anteprima gratisRaccogliere le rime da tutti: tre modi
Il problema dei papiri scritti a più mani è sempre lo stesso: le strofe arrivano in ordine sparso, metà nel gruppo WhatsApp (dove a volte c'è anche il festeggiato), metà a voce, e qualcuno manda un vocale di quattro minuti invece di quattro versi.
| Modo | Come funziona | Pro | Contro |
|---|---|---|---|
| Gruppo WhatsApp senza il festeggiato | Ognuno scrive in chat, uno di voi copia e impagina | Gratis, lo usano tutti | Le strofe si perdono tra i messaggi e prima o poi qualcuno ne parla nel gruppo sbagliato |
| Documento condiviso | Un file condiviso, ognuno aggiunge la sua parte | Ordinato, si corregge insieme | Se lo condividi con un link aperto, chi lo riceve vede e modifica tutto; i parenti più grandi fanno fatica a usarlo dal telefono |
| Papiro digitale nell'invito della festa | Gli invitati scrivono la strofa sulla pagina dell'invito, tu approvi e stampi | Arriva tutto in un posto, decidi tu cosa entra | Serve aver fatto l'invito digitale della festa |
Il papiro digitale di My Wedding Memories
Se l'invito alla festa di laurea lo fai con noi, sulla stessa pagina in cui amici e parenti confermano la presenza c'è anche il papiro. Ognuno scrive il proprio nome e una strofa o un ricordo, fino a 280 caratteri e sei righe, senza app e senza creare un account. Le strofe non compaiono subito: arrivano nel pannello di chi ha creato l'invito, che decide quali approvare e quali nascondere, così la battuta sull'ex non finisce sul papiro. Se la festa la organizzano gli amici o i genitori, la sorpresa resta intatta; se l'invito lo fai tu che ti laurei, le strofe le leggi prima degli altri: se vuoi la sorpresa, lascia che sia un amico a creare l'invito e a gestire il papiro. Quando sei pronto scegli uno dei tre modelli, aggiungi una foto o la caricatura, il titolo di Dottore o Dottoressa e la corona d'alloro, e lo stampi o lo salvi in PDF in A3 o in A2 da portare in copisteria. Se le strofe approvate sono tante, sul manifesto non entrano tutte: scegli tu quali tenere. Il papiro è compreso nel prezzo del pacchetto della festa di laurea, che si paga una volta sola.
Invito alla festa di laurea con papiro digitaleStampa: formato e carta
Il papiro si legge da lontano: per appenderlo parti dall'A2 (42 × 59,4 cm) e controlla quanto è fitto il testo, mentre l'A3 è comodo se lo vuoi incorniciare dopo. In copisteria puoi chiedere anche formati più grandi. In copisteria chiedi carta opaca e non troppo sottile, così non si strappa al primo colpo di nastro adesivo e si legge anche sotto le luci del locale. Fai stampare una copia in più: una finisce quasi sempre bagnata di prosecco.
Dove appenderlo e la lettura
In molte città il papiro si attacca fuori dalla sede della laurea subito dopo la proclamazione, e il neodottore lo legge davanti a parenti e amici, tra cori e risate. Prima di presentarti con colla e nastro, però, chiedi: alcune sedi non permettono di affiggere nulla sui muri, e in quel caso si appende alla festa o a casa. La lettura funziona meglio se il papiro non è troppo lungo. Quindici, venti strofe sono già tante da leggere tutte d'un fiato.
Domande frequenti
Cos'è il papiro di laurea?
Un manifesto goliardico con la caricatura del neolaureato e una sua biografia in rima, scritta da amici e compagni di corso. Si consegna o si appende dopo la proclamazione, e spesso il festeggiato lo legge ad alta voce.
Chi prepara il papiro di laurea?
Di solito gli amici e i compagni di corso, con aneddoti raccolti anche da genitori e fratelli. Il festeggiato non deve vederlo prima della lettura.
Quanto deve essere lungo un papiro?
Quindici o venti strofe di quattro versi bastano. Più lungo diventa faticoso da leggere ad alta voce e le battute migliori si perdono.
In che formato si stampa?
In genere A2 per appenderlo, A3 se lo si vuole incorniciare. Meglio carta opaca e un po' spessa.
Si possono raccogliere le strofe degli invitati online?
Sì. Con il papiro digitale nell'invito della festa di laurea gli invitati scrivono la loro strofa dal telefono, tu approvi quelle da stampare e scarichi il manifesto in A3 o A2.
Invito, conferme e le foto della famiglia in un solo link
Creare l'invito e vedere l'anteprima è gratis; paghi una sola volta quando vuoi inviare il link agli invitati.
Scopri come funzionaContinua a leggere
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